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Catechesi

 

IL VOLTO DI DIO NEL VANGELO

DI GIOVANNI

 

Il punto di partenza e di arrivo

della predicazione di Giovanni

 

      Il punto di partenza della predicazione giovannea lo leggiamo nel Prologo del suo vangelo è scritto per il cristiano che ha compreso il senso della fede.

     

Giovanni ci racconta le origini, ciò che al principio, che spiega ogni cosa e dà la ragione di tutto quanto esiste. Ci racconta il senso del mondo dovuto a Colui che è il Logos, la Parola, il Verbo di Dio, perché Logos significa anche “senso”.

     

      Nel Prologo Giovanni pone in relazione l’origine del mondo con la venuta di Gesù sulla terra: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14).

 

-          Logos è la ragione ultima delle cose: la mia esistenza e tutta la situazione umana ha una ragione, ha un significato in Dio.

-          Logos è la parola creatrice, è il significato ultimo di tutta la realtà, di tutte le cose, della situazione umana.

-          Logos è la sapienza ordinatrice: tutto ciò che avviene qui e adesso ha un senso nella sapienza ordinatrice di Dio.

-          Logos è luce e vita: malgrado la universale tragedia umana esiste al fondo di tutto un vangelo, che assicura esserci una ragione luminosa e vivificante di tutta questa tragedia umana.

-          Logos è Cristo che ci parla del Padre: le parole di Gesù e la sua stessa vicenda umana ci assicurano un senso luminoso  e vero di tutta quanta l’esperienza umana come noi la percepiamo. L’unica sola speranza sta nel radicarsi di ogni cosa nella ragione ultima delle cose.

 

Il punto di arrivo della predicazione di Giovanni è colta nel testo di Gv 15,15: “Non vi chiamo più servi ma vi ho chiamati amici”: il Verbo è ricevuto tra noi nell’intimità misteriosa dell’amicizia. Il termine “amico” è raro nel NT: lo si usa per indicare situazioni profane della vita. Giovanni è l’unico evangelista che con il termine “amico” indica il rapporto intimo con Cristo.

 

 

Dio è Padre

 

Tutto ciò che Gesù dice in questo vangelo ha un solo oggetto: Dio, il Padre, il Padre suo. A chi accetta che Dio solo è grande, il Figlio rivela il mistero. E quando gli viene chiesto: “Mostraci il Padre” (Gv 14,8), Gesù risponde: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (v. 9). Gesù è presenza di Dio Padre unico e inaccessibile a noi, cioè Dio fatto visibile. Ogni atteggiamento di Gesù è rivelazione del Padre:                      

 

-          Gesù che accoglie Nicodemo , è il Dio invisibile che ci accoglie come amico;

-          Gesù che ai discepoli i quali gli chiedono “Dove stai?” risponde fraternamente: “Venite e vedete”, è l’Eterno, colui che desideriamo dal profondo del cuore;

-          Gesù che cambia le situazioni umane (cfr. Cana) è il Dio che si ricorda della miseria umana e ci fa dono della sua potenza;

-          Gesù che guarisce il cieco nato è il Dio che illumina il nostro cammino.

 

Insomma Gesù è il “Dio tra noi”, l’Emmanuele”, e nel suo volto contempliamo l’amabilità del Padre. Egli ci manifesta il volto del Padre mostrandoci che è Dio per noi, che dà quanto ha di più caro per noi.

 

 

Gesù ci rivela che siamo amati da Dio. Amati da Dio, qualunque sia lo stato umano della nostra situazione: benchè mi senta abbandonato e disperso in un mondo privo di senso, nel quale sembrano dominare il caso e la necessità, io sono amato da Dio: Dio si incarna per me e per me dà quanto di più caro ha, il Figlio: “Gesù viene per radunare i figli di Dio dispersi” (Gv 11,51-52).

Dio serve l’uomo

 

 

            Nell’episodio della lavanda dei piedi Gesù rivela, attraverso un gesto, come Dio sia a servizio dell’uomo, ed è questo un mistero paradossale.

           

1.      “Mentre cenavano”. La cena ricorda l’atmosfera di fiducia, di intimità, di pace; ci si ritrova insieme perché ci si vuole bene e si desidera vivere un momento di serenità attorno ad una tavola.

2.      “Quando già il diavolo…” . Alla esteriore pace ecco contrapposta l’inimicizia presente in quella cena di pace e di fiducia. Il diavolo è colui che separa, divide, fa pensare male e mette nel cuore di Giuda il desiderio di tradirlo. Giuda è uno dei Dodici Apostoli privilegiato come gli altri a stare con Gesù. Il gesto della lavanda mette in ginocchio Gesù davanti a Giuda, di fronte a colui nel cui cuore c’è satana. Nella scena concorrono da una lato l’more, l’apertura, l’attenzione agli altri e dall’altro la chiusura, la cattiveria, la malvagità.

3.      “Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani…a Dio ritornava”. Gesù è consapevole di due cose: che è il Messia e che Dio padre gli ha dato tutto nelle mani; che di origine divina, da Dio veniva e a Lui ritornava, al Padre, alla gloria. Questa consapevolezza è la coscienza che uno ha di sé come forza, come dono, come valore. Il contrario è la non-consapevolezza che si esprime nel nervosismo delle azioni, nell’inquietudine della vita, nel disfattismo, nel fare cose una dopo l’altra, per abitidine.

 

Possiamo dividere le donne egli uomini di questo mondo in tre categorie:

 

1.      coloro la cui consapevolezza è quasi nulla: ignorano la chiamata del Signore, la dignità della vita, e la loro esistenza è sprecata ogni giorno nella pura banalità, senza ideali, senza slanci;

2.      coloro la cui consapevolezza è falsa, meschina, camuffata e perdono il senso degli eventi e delle cose quotidiane;

3.      la consapevolezza autentica di Gesù ha un esempio in Maria nel Magnificat: “ha fatto in me cose grandi colui che è potente”. E’ la gioia di essere come si è per grazia di Dio, nelle grandi realtà come nelle piccole.

 

Il gesto della lavanda dei piedi è un gesto rivoluzionario che rovescia i comportamenti abituali. E’ un gesto sconvolgente sul piano religioso perché è Dio che serve l’uomo. Dio serve l’uomo che gli è avverso (Giuda). Il servire è allora azione divina che ha le sue conseguenze sia dal punto di vista antropologico che ecclesiastico. Il servizio è divino, non il comandare o il potere.

 

            Che tipo di uomo e di Chiesa nasce dal gesto della lavanda dei piedi?

 

            Una figura di prossimità: Dio si fa prossimo nel servire e ci introduce nel mistero della prossimità. Dio si fa prossimo degli ultimi. Questo è la chiave per capire il mistero della croce, della passione, di tutta la vita di Gesù, è la chiave del mistero della Chiesa.

 

Letture, Omelia e Liturgia

>> giovedì 9 luglio 2009

PRIMA LETTURA
Am 7,12-15
Dal libri del profeta Amos
In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasìa e disse:«Non ero profeta né figlio di profeta;ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.Il Signore mi prese,mi chiamò mentre seguivo il gregge.Il Signore mi disse:Va’, profetizza al mio popolo Israele».
SALMO RESPONSORIALE
dal Sal 84
Mostraci, Signore, la tua misericordia
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:egli annuncia la paceper il suo popolo, per i suoi fedeli.Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,perché la sua gloria abiti la nostra terra.Amore e verità s’incontreranno,giustizia e pace si baceranno.Verità germoglierà dalla terrae giustizia si affaccerà dal cielo.Certo, il Signore donerà il suo benee la nostra terra darà il suo frutto;giustizia camminerà davanti a lui:i suoi passi tracceranno il cammino.
SECONDA LETTURA
Ef 1,3-14
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.In lui ci ha scelti prima della creazione del mondoper essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,predestinandoci a essere per lui figli adottivimediante Gesù Cristo,secondo il disegno d’amore della sua volontà,a lode dello splendore della sua grazia,di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.In lui, mediante il suo sangue,abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,secondo la ricchezza della sua grazia.Egli l’ha riversata in abbondanza su di noicon ogni sapienza e intelligenza,facendoci conoscere il mistero della sua volontà,secondo la benevolenza che in lui si era propostoper il governo della pienezza dei tempi:ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,quelle nei cieli e quelle sulla terra.In lui siamo stati fatti anche eredi,predestinati – secondo il progetto di coluiche tutto opera secondo la sua volontà –a essere lode della sua gloria,noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.In lui anche voi,dopo avere ascoltato la parola della verità,il Vangelo della vostra salvezza,e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,il quale è caparra della nostra eredità,in attesa della completa redenzionedi coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
CANTO AL VANGELO
Ef 1,17-18
Alleluia, alleluia.Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.Alleluia.
VANGELO
Mc 6,7-13
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
OMELIA
COMMENTO ALLE LETTURE
“Vattene”, viene detto ad Amos dal capo dei sacerdoti vicini al re, che a quest’ultimo dicono solo ciò che egli vuole sentirsi dire, tradendo la propria missione e il proprio ruolo e finendo per essere solo dei cortigiani (I lettura). “Vattene” era la stessa parola detta ad Abramo all’inizio della sua avventura di fede da Dio stesso (Gen 12), che lo invitava a mettere una distanza tra sé e la propria casa, la propria famiglia, la propria terra. La parola era la stessa, ma il suo significato, in ciascuno dei due casi, era esattamente l’uno l’opposto dell’altro. Ad Abramo veniva indicato un cammino per se stesso, un viaggio che era allo stesso tempo di ricerca di sé e di ricerca di Dio, un viaggio per il quale era necessario trovare il coraggio di intraprendere una strada personalissima, propria, singolare. Ad Amos viene detto invece di abbandonare tutto ciò, di preferire la tranquillità alla propria vocazione, e di smetterla di dire parole scomode che il potente di turno non vuole sentirsi dire, mettendo da parte il proprio pensiero, la propria fede, i propri ideali. Il “vattene!” detto ad Amos è, in realtà, un “ritirati!”, una rinuncia, il “vattene!” di Abramo è invece una partenza, un inizio, una rinascita.Per questo Amos deve rispondere il suo “no!”, ribadendo che la sua è una missione affidatagli da Dio stesso, che lo ha chiamato quando lavorava tra i campi e pascolava animali. Il “sì” di Abramo e il “no” di Amos sono in realtà la stessa scelta, la scelta di fedeltà a se stessi e a Dio che ti sta aiutando a trovare il tuo cammino personale.Anche nella nostra vita può accadere di essere davanti ad una scelta simile: quantesono le occasioni in cui siamo davanti ad un bivio: rimanere fedeli a noi stessi, alle nostre idee, alla nostra fede, magari dicendo dei no a qualche situazione, oppure preferire una maggiore tranquillità di vita, senza andare ad impelagarsi in qualche scomodo no, anche se il prezzo da pagare a questa tranquillità è il tradimento di ciò che crediamo nel profondo. Qualche settimana fa è venuto a parlarmi un giovane che fa parte di un gruppo giovanile parrocchiale, figlio di una catechista dell’iniziazione cristiana della stessa parrocchia. Era molto arrabbiato con sua madre, e quando gliene ho chiesto il motivo mi ha detto che qualche giorno prima gli era capitato di assistere ad uno scippo. Tornato a casa, dopo aver raccontato la cosa a sua madre, si è sentito dire da lei che forse era meglio non raccontare a nessuno la cosa, facendo finta di non aver visto niente. Se infatti avesse raccontato di aver assistito alla scena, di aver visto la targa della motocicletta su cui era lo scippatore, lo avrebbero costretto a testimoniare, e così si sarebbe esposto a possibili ritorsioni. Questo consiglio a “farsi i fatti propri” aveva gettato quel giovane nello sconforto, e lo aveva anche scandalizzato: ma come, la propria madre, sempre presente in parrocchia, sempre pronta a parlare dei valori del vangelo, dell’onestà e della giustizia, così brava a dire parole giuste ai ragazzi del suo gruppo di catechesi, ora a lui stava dicendo invece di ritirarsi, di non esporsi, di far finta di niente!È proprio così, per ognuno di noi: è facile essere se stessi, parlare delle proprie idee e dei propri valori, fino a quando tutto ciò non costa niente. Ma quando ti rendi conto che per rimanere fedele a te stesso e al tuo Signore dovrai pagare personalmente un prezzo, allora le cose cambiano. Allora devi decidere. Rimani te stesso, anche quando te la faranno pagare? O rimani te stesso solo fino ad un certo punto? Solo fino a quando questa fedeltà è astratta, innocua, disincarnata?Gesù chiede ai suoi discepoli (III lettura) di camminare nel mondo senza portare con sé molte cose: né pane, né sacca, né denaro nella cintura...né due tuniche. La garanzia del viaggio è lui stesso, e il suo amore per noi l’alimento del nostro cammino, anche nei tratti più aspri. Camminare attaccati ai soldi e alla bisaccia, prima o poi, ci porterà a tradire noi stessi. L’inno di San Paolo (II lettura) ci fa intravedere il nostro vero tesoro, la borsa a cui attingere, il pane capace di sfamarci: noi siamo stati scelti da Dio, destinati da Lui ad essere santi, predestinati ad essere figli, gratificati nel Figlio amato, suoi eredi. Basterà questa promessa a non farci vacillare? Tutta questa realtà cantata da san Paolo si compirà in noi alla fine, nel momento della redenzione finale, ma di tutto è già anticipo e caparra lo Spirito Santo che ha messo su di noi il suo sigillo già ora. Allo Spirito chiediamo la forza, in questa eucaristia domenicale che celebriamo insieme, di saper compiere il nostro cammino esistenziale senza tradire noi stessi, e senza tradire il nostro Dio, nella fedeltà e nella perseveranza che sole ci fanno responsabili di noi stessi e della nostra fede.
LITURGIA
ATTO PENITENZIALE
* Signore, che ci hai scelti prima della fondazione del mondo per essere santi e immacolati nella carità, abbi pietà di noi. Signore, pietà.* Cristo, che mediante il tuo sangue ci hai donato il perdono delle nostre colpe, abbi pietà di noi. Cristo, pietà.* Signore, che in attesa della nostra completa redenzione ci hai donato la caparra dello Spirito Santo, abbi pietà di noi. Signore, pietà.
PREGHIERA DEI FEDELI
* Per la Chiesa, perché libera da ogni peso inutile sappia percorrere le vie del vangelo sostenuta unicamente dalla forza della fede, preghiamo.* Per i popoli che vivono nella guerra e per i loro governanti, perché sappiano udire la voce dei profeti di pace e abbiano il coraggio di scegliere ciò che giova al bene dei propri fratelli, preghiamo.* Per i giovani, perchè trovino nella comunità cristiana maestri saggi e ispirazioni vere per compiere il proprio cammino di fedeltà a se stessi e a Dio, preghiamo.* Per noi che celebriamo insieme questa eucaristia domenicale, perché guardando al nostro destino eterno e alla nostra vocazione alla santità sappiamo fare scelte quotidiane di coerenza e di coraggio evangelici, preghiamo.
PER LA MEDITAZIONE
Dopo la comunione
Se la fedeltà è virtù essenziale a ogni relazione interpersonale, la perseveranza è la virtù specifica del tempo: esse pertanto ci interpellano sulla relazione con l’altro. Non solo, i valori che tutti proclamiamo grandi e assoluti esistono e prendono forma solo grazie ad esse: che cos’è la giustizia senza la fedeltà di uomini giusti? Che cos’è la libertà senza la perseveranza di uomini liberi? Non esiste valore né virtù senza perseveranza e fedeltà!

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Messalino

11 luglio
san Benedetto abate, patrono d’Europa
festa
Studente a Roma, Benedetto da Norcia (c. 480-547) contestò, a suo modo, la società corrotta del suo tempo, ritirandosi nella solitudine di Subiaco per cercare Dio e vivere sotto il suo sguardo. Ma la sua santità cominciò ad attirare alcuni discepoli finché non si formò intorno a lui una vera e propria comunità. Costretto a lasciare Subiaco, il gruppo si trasferì a Montecassino. Qui Benedetto scrisse una regola che rappresenta una sintesi delle tradizioni monastiche precedenti: il monaco benedettino cerca Dio e diffonde intorno a sé pace attraverso la preghiera e il lavoro, in seno a una comunità fraterna e sotto la direzione di un padre spirituale, l’abate. Nel 1964, proclamando Benedetto patrono d’Europa, Paolo VI diceva di lui: «Messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, e soprattutto araldo della religione di Cristo e fondatore della vita monastica in occidente. Principalmente lui e i suoi figli portarono con la croce, con il libro e con l’aratro il progresso cristiano».
antifona d’ingresso cf. Gn 12,2
Farò di te un grande popolo e ti benedirò,renderò grande il tuo nomee sarai per tutti una benedizione.
colletta
O Dio, che hai scelto san Benedetto abate e lo hai costituito maestro di coloro che dedicano la vita al tuo servizio, concedi anche a noi di non anteporre nulla all’amore del Cristo e di correre con cuore libero e ardente nella via dei tuoi precetti. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
prima lettura Pro 2,1-9
La ricerca della sapienza.
Dal libro dei Proverbi
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, 2 tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, 3 se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza, 4 se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, 5 allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio, 6 perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza. 7 Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, 8 vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici. 9 Allora comprenderai l’equità e la giustizia, la rettitudine con tutte le vie del bene. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 111, 1-2; 4-6; 7.9
Rit. Beato chi cammina nelle vie del Signore.
1 Beato l’uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti.2 Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà benedetta.
4 Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e giusto.5 Felice, l’uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia.
6 Egli non vacillerà in eterno. Il giusto sarà sempre ricordato.7 Non temerà annunzio di sventura, saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
9 Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua potenza s’innalza nella gloria.
canto al Vangelo cf. Gv 15,5
Alleluia, alleluia
lo sono la vite, voi i tralci, dice il Signore:chi rimane in me porta molto frutto.
vangelo Gv 15,1-8
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 1 «lo sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. 2 Ogni tralcio che in­ me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
3 Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. 4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
5 lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». - Parola del Signore.
preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, la offerte che ti presentiamo nella festa di san Benedetto abate, e fai che sul suo esempio cerchiamo te solo, per meritare i doni dell’unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dei santi I o II, o dei santi religiosi
antifona alla comunione Mt 5,9
Beati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di Dio.
preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questo sacramento ci hai dato il pegno della vita eterna, fa’ che, secondo lo spirito di san Benedetto, celebriamo fedelmente la tua lode e amiamo i fratelli con carità sincera. Per Cristo nostro Signore.

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Messalino

venerdì della 14ªsettimana
antifona d’ingresso Sal 47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.
colletta

O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, togli il velo dai nostri occhi e donaci la luce dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la tua gloria nell’umiliazione del tuo Figlio e nella nostra infermità umana sperimentiamo la potenza della sua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
prima lettura Gn 46,1-7.28-30
L’incontro — Incoraggiato dalla parola di Dio, Giacobbe parte per l’Egitto dove lo attende suo figlio. Con immensa gioia potrà riabbracciare colui che aveva creduto morto. Davvero, Dio è fedele.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, 1 Israele levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di sua padre Isacco.
2 Dio disse a Israele in una visione notturna: «Giacobbe, Giacobbe!». Rispose: «Eccomi!». 3 Riprese: «lo sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo. 4 lo scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi».
5 Giacobbe si alzò da Bersabea e i figli di Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandati per trasportarlo. 6 Essi presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistati nel paese di Canaan: e vennero in Egitto; Giacobbe cioè e con lui tutti i suoi discendenti; 7 i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti egli condusse con sé in Egitto.
28 Ed egli aveva mandato Giuda avanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni in Gosen prima del suo arrivo. Poi arrivarono al paese di Gosen. 29 Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì in Gosen incontro a Israele, suo padre. Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo stretto al suo collo. 30 Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la tua faccia, perché sei ancora vivo». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 36, 3-4; 18-19; 27-28; 39-40
Rit. Il Signore salva i suoi fedeli.
3 Confida nel Signore e fa’ il bene, abita la terra e vivi con fede. 4 Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore.
18 Conosce il Signore la vita dei buoni, la loro eredità durerà per sempre. 19 Non saranno confusi nel tempo della sventura e nei giorni della fame saranno saziati.
27 Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, e avrai sempre una casa. 28 Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi fedeli.
39 La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell’angoscia è loro difesa; 40 il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia Beati voi quando dovrete soffrire per causa mia, dice il Signore, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Vangelo Mt 10,16-23
La forza dell’apostolo — Per compiere la propria missione e superare le difficoltà, l’apostolo ha in sé la forza dello Spirito, che fa di lui un figlio di Dio, e gli insegna a essere semplice, in modo che non rinunci mai al suo scopo, e insieme prudente, in modo da scegliere con elasticità la via migliore per raggiungerlo.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 16 «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19 E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 20 non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21 Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.
23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo». - Parola del Signore.
preghiera evangelica
Signore Gesù, tu ci chiedi di rendere testimonianza, nonostante l’ostilità di qualcuno e l’incomprensione di molti. Apri il nostro cuore al tuo Spirito, perché sia lui stesso a parlare in noi e a rendere testimonianza al Padre, con il quale tu vivi nei secoli dei secoli.
preghiera sulle offerte
Ci purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
antifona alla comunione Sal 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
oppure cf. Mc 6,2
Gesù insegnava nella sinagoga e molti rimanevano stupiti della sua sapienza.
preghiera dopo la comunione
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
orientamenti per la riflessione
Chi persevererà sino alla fine sarà salvato (Mt 10,22).
Mi lascerò schiacciare, ma voglio essere paziente e buono fino all’eroismo. Solo allora sarò meritevole di partecipare al sacerdozio di Gesù Cristo (Giovanni XXIII, Il giornale dell’anima).

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Messalino

>> mercoledì 8 luglio 2009

giovedì della 14ªsettimana
antifona d’ingresso Sal 47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.
colletta
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, togli il velo dai nostri occhi e donaci la luce dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la tua gloria nell’umiliazione del tuo Figlio e nella nostra infermità umana sperimentiamo la potenza della sua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
prima lettura Gn 44,18-21.23b-29; 45,1-5
Dio sa trarre il bene dal male — Sopraffatto dalla commozione al ricordo di suo padre e di Beniamino, nato come lui da Rachele, Giuseppe si fa riconoscere dai fratelli e li perdona, ringraziando Dio di poter salvare coloro che un giorno gli avevano fatto del male.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, 18 Giuda si fece innanzi e disse a Giuseppe: «Mio signore, sia permesso al tuo servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore; non si accenda la tua ira contro il tuo servo, perché il faraone è come te! 19 Il mio signore aveva interrogato i suoi servi: Avete un padre o un fratello? 20 E noi avevamo risposto al mio signore: Abbiamo un padre vecchio e un figlio ancor giovane natogli in vecchiaia, suo fratello è morto ed egli è rimasto il solo dei figli di sua madre e suo padre lo ama. 21 Tu avevi detto ai tuoi servi: Conducetelo qui da me, perché lo possa vedere con i miei occhi. 23 Se il vostro fratello minore non verrà qui con voi, non potrete più venire alla mia presenza.
24 Quando dunque eravamo ritornati dal tuo servo, mio padre, gli riferimmo le parole del mio signore. 25 E nostro padre disse: Tornate ad acquistare per noi un po’ di viveri. 26 E noi rispondemmo: Non possiamo ritornare laggiù: se c’è con noi il nostro fratello minore, andremo; altrimenti, non possiamo essere ammessi alla presenza di quell’uomo senza avere con noi il nostro fratello minore. 27 Allora il tuo servo, mio padre, ci disse: Voi sapete che due figli mi aveva procreato mia moglie. 28 Uno partì da me e dissi: certo è stato sbranato! Da allora non l’ho più visto. 29 Se ora mi porterete via anche questo e gli capitasse una disgrazia, voi fareste scendere con dolore la mia canizie nella tomba».
45,1 Allora Giuseppe non poté più contenersi dinanzi ai circostanti e gridò: «Fate uscire tutti dalla mia presenza!» Così non restò nessuno presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere ai suoi fratelli. 2 Ma diede in un grido di pianto e tutti gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone.
3 Giuseppe disse ai fratelli: «lo sono Giuseppe! Vive ancora mio padre?». Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perché atterriti dalla sua presenza. 4 Allora Giuseppe disse ai fratelli: «Avvicinatevi a me!». Si avvicinarono e disse loro: «lo sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi avete venduto per l’Egitto. 5 Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 104, 16-17; 18-19; 20-21
Rit. Ricordiamo, Signore, i tuoi prodigi.
16 Il Signore chiamò la fame sul paese di Canaan e distrusse ogni riserva di pane. 17 Davanti a loro mandò un uomo, Giuseppe, venduto come schiavo.
18 Gli strinsero i piedi con ceppi, il ferro gli serrò la gola, 19 finché si avverò la sua predizione e la parola del Signore gli rese giustizia.
20 Il re mandò a scioglierlo, il capo dei popoli lo fece liberare; 21 lo pose signore della sua casa, capo di tutti i suoi averi.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia Il regno di Dio è vicino, dice il Signore: convertitevi e credete al Vangelo.
Vangelo Mt 10,7-15
La vita dell’apostolo — Chiamato gratuitamente ad annunciare una salvezza gratuita, l’apostolo deve compiere la propria missione senza chiedere nulla in cambio, nella povertà di un disinteresse totale e nella fiducia che Dio gli darà il necessario per vivere tramite coloro che accoglieranno la sua parola.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 7 «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino. 8 Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9 Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, 10 né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento.
11 In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza.
12 Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. 13 Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; 14 ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. 15 In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sodoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città». - Parola del Signore.
preghiera evangelica
Signore Gesù, ai tuoi missionari tu hai imposto la povertà dei mezzi, perché risplenda la forza del tuo messaggio di salvezza. Liberaci dall’ossessione del benessere e del denaro, perché con piena libertà possiamo farci annunciatori della tua pace e del tuo regno eterno.
preghiera sulle offerte
Ci purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
antifona alla comunione Sal 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
oppure cf. Mc 6,2
Gesù insegnava nella sinagoga e molti rimanevano stupiti della sua sapienza.
preghiera dopo la comunione
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
orientamenti per la riflessione
Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino (Mt 10,7).
Gli apostoli partirono a due a due. La nostra vita è una perpetua partenza, in un chiaro mattino di primavera. È sempre primavera per Dio ed è sempre mattino, e gli apostoli sono sempre giovani; la partenza è sempre un inizio (L. Cerfaux, Il discorso missiona­rio di Gesù).

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Messalino

>> martedì 7 luglio 2009

mercoledì della 14ª settimana
antifona d’ingresso Sal 47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.
colletta
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, togli il velo dai nostri occhi e donaci la luce dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la tua gloria nell’umiliazione del tuo Figlio e nella nostra infermità umana sperimentiamo la potenza della sua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
prima lettura Gn 41,55-57; 42,5-.7a.17-24a
Giuseppe ritrova i suoi fratelli — I fratelli di Giuseppe, che l’hanno venduto come schiavo, si trovano ora ai suoi piedi a chiedere aiuto per non morire di fame. Con un pretesto, egli li obbliga a condurgli il fratello Beniamino, e in seguito il padre Giacobbe, perché gli anni e le sofferenze non hanno avuto ragione del suo amore per i suoi.
Dal libro della Genesi
In quel tempo, 55 tutto il paese d’Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. E il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà». 56 La carestia dominava su tutta la terra.
Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e vendette il grano agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava in Egitto. 57 E da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.
42,5 Arrivarono i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nel paese di Canaan c’era la carestia.
6 Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. 7 Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: «Di dove siete venuti?». 17 E li tenne in carcere per tre giorni. 18 Al terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! 19 Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. 20 Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Allora le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono.
21 Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto la sua angoscia quando ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpito quest’angoscia».
22 Ruben prese a dir loro: «Non ve lo avevo detto io: Non peccate contro il ragazzo? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco ora ci si domanda conto del suo sangue». 23 Non sapevano che Giuseppe li capiva, perché tra lui e loro vi era l’interprete.
24 Allora egli si allontanò da loro e pianse. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 32, 2-3; 10-11; 18-19
Rit. Il Signore nutre il suo popolo.
2 Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. 3 Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.
10 Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. 11 Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.
18 Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, 19 per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia Chi accoglie voi accoglie me, dice il Signore, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Vangelo Mt 10,1-7
La missione degli apostoli — L’apostolo è chiamato a far conoscere agli uomini il disegno di Dio e a liberarli da tutte le potenze del male che cercano di separarli da Dio. È una chiamata che esige una risposta, e a cui si può essere infedeli, come Giuda.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, 1 chiamati a sé i dodici discepoli, Gesù diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
2 I nomi dei dodici apostoli sono: primo Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, 3 Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.
5 Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7 E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino». - Parola del Signore.
preghiera evangelica
Signore Gesù, dopo aver dato ai tuoi apostoli un potere straordinario, hai affidato loro una missione limitata ai confini ristretti del loro paese. Insegna ai tuoi discepoli a non voler decidere da sé la propria missione, e aiutali a far fruttificare i tuoi doni con umiltà ed efficacia, là dove tu vuoi che lavorino. Tu che vivi con il Padre e con lo Spirito santo nei secoli dei secoli.
preghiera sulle offerte
Ci purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
antifona alla comunione Sal 33,9

Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
oppure cf. Mc 6,2
Gesù insegnava nella sinagoga e molti rimanevano stupiti della sua sapienza.
preghiera dopo la comunione
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
orientamenti per la riflessione
Non andate fra i pagani (Mt 10,5).
Predicare il Vangelo a ogni creatura significherà per alcuni recarsi presso un’altra razza o un’altra classe sociale, e per altri restare tra le persone della propria classe o della propria razza (M. Delbrêl, Che gioia credere).

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mercoledì della 14ª settimana
antifona d’ingresso Sal 47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.
colletta
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, togli il velo dai nostri occhi e donaci la luce dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la tua gloria nell’umiliazione del tuo Figlio e nella nostra infermità umana sperimentiamo la potenza della sua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
prima lettura Gn 41,55-57; 42,5-.7a.17-24a
Giuseppe ritrova i suoi fratelli — I fratelli di Giuseppe, che l’hanno venduto come schiavo, si trovano ora ai suoi piedi a chiedere aiuto per non morire di fame. Con un pretesto, egli li obbliga a condurgli il fratello Beniamino, e in seguito il padre Giacobbe, perché gli anni e le sofferenze non hanno avuto ragione del suo amore per i suoi.
Dal libro della Genesi
In quel tempo, 55 tutto il paese d’Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. E il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà». 56 La carestia dominava su tutta la terra.
Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e vendette il grano agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava in Egitto. 57 E da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.
42,5 Arrivarono i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nel paese di Canaan c’era la carestia.
6 Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. 7 Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: «Di dove siete venuti?». 17 E li tenne in carcere per tre giorni. 18 Al terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! 19 Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. 20 Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Allora le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono.
21 Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto la sua angoscia quando ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpito quest’angoscia».
22 Ruben prese a dir loro: «Non ve lo avevo detto io: Non peccate contro il ragazzo? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco ora ci si domanda conto del suo sangue». 23 Non sapevano che Giuseppe li capiva, perché tra lui e loro vi era l’interprete.
24 Allora egli si allontanò da loro e pianse. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 32, 2-3; 10-11; 18-19
Rit. Il Signore nutre il suo popolo.
2 Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. 3 Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.
10 Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. 11 Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.
18 Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, 19 per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia Chi accoglie voi accoglie me, dice il Signore, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Vangelo Mt 10,1-7
La missione degli apostoli — L’apostolo è chiamato a far conoscere agli uomini il disegno di Dio e a liberarli da tutte le potenze del male che cercano di separarli da Dio. È una chiamata che esige una risposta, e a cui si può essere infedeli, come Giuda.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, 1 chiamati a sé i dodici discepoli, Gesù diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
2 I nomi dei dodici apostoli sono: primo Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, 3 Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.
5 Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7 E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino». - Parola del Signore.
preghiera evangelica
Signore Gesù, dopo aver dato ai tuoi apostoli un potere straordinario, hai affidato loro una missione limitata ai confini ristretti del loro paese. Insegna ai tuoi discepoli a non voler decidere da sé la propria missione, e aiutali a far fruttificare i tuoi doni con umiltà ed efficacia, là dove tu vuoi che lavorino. Tu che vivi con il Padre e con lo Spirito santo nei secoli dei secoli.
preghiera sulle offerte
Ci purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
antifona alla comunione Sal 33,9

Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
oppure cf. Mc 6,2
Gesù insegnava nella sinagoga e molti rimanevano stupiti della sua sapienza.
preghiera dopo la comunione
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
orientamenti per la riflessione
Non andate fra i pagani (Mt 10,5).
Predicare il Vangelo a ogni creatura significherà per alcuni recarsi presso un’altra razza o un’altra classe sociale, e per altri restare tra le persone della propria classe o della propria razza (M. Delbrêl, Che gioia credere).

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